21/12/2008

IL CRITICO D'ARTE GIANNI NAPPA: CONSIDERAZIONI SUL PREMIO

L’Associazione Culturale Salerno in Arte ha voluto diffondere un proprio personale contributo al tema dei rifiuti. La formula del concorso internazionale d’Arte che attraverso i diversi linguaggi, con in testa la Trash Art ha voluto mettere in primo piano la costante ricerca da parte degli artisti di fornire punti di vista diversi, che passando tra la sensibilità e la creatività sapesse interpretare il bisogno di esorcizzare ed allo stesso tempo riconvertire gli scarti di una società opulenta in piena crisi d’identità e di soluzioni economiche. Da sempre l’uomo utilizza e riutilizza i suoi prodotti come ciclo di una continuità soprattutto sugli indumenti che ha assolto il compito di sostenere le esigenze delle classi più povere nei secoli passati, tanto da essere parte importante delle basse economie traducendosi in un mercato parallelo negli anni del consumismo sfrenato. L’Arte dall’inizio del secolo scorso si è fatta interprete dell’esigenza di dare spessore e una dignità culturale agli scarti, come argine allo spreco, così attraverso le opere di tanti artisti e al contributo di operatori e intellettuali si è fatta avanti una riconversione dei materiali poveri e degli scarti come prodotti nobili di una identità concettuale, soprattutto negli ambiti delle arti visive contemporanee, con installazioni che sapessero smuovere la coscienza collettiva, ma che purtroppo spesso non sono condivise dalle popolazioni. Il concorso si pone dunque, come superamento anche della distanza esistente tra gli artisti ed operatori dell’arte contemporanea e la gente comune, chiamando al voto sulle opere ed alla attenzione per opere interpretabili e condivisibili da tutti.

Tanti artisti in concorso, provenienti dall’ Italia e dal mondo suddivisi in due sezioni: Pittura e Design – la prima che ha raccolto le interpretazioni sul bidimensionale e nella commistione di generi e materiali ha offerto uno spunto di libera interpretazione e libera creatività a tantissimi artisti sconosciuti al grande pubblico, spesso animati dalla sola passione per l’arte e motivati dal tema del concorso così profondamente sentito da tutti – nella sezione Design l’impegno era sostanzialmente più arduo, nel dover realizzare le due istanze di base che se anche non scritte, erano alla base del tema: interpretare il riutilizzo come possibile nuova fonte di economia; gli artisti hanno dato segno di grande applicazione e di una concreta adesione al tema e seppur con qualche divagazione nel proprio personale divertimento, il livello generale è stato alto con picchi di eccellenza creativa ed esperienza nel settore del Design professionale.

La Trash Art è stata la corrente principale nell’approccio di tanti artisti allo svolgimento del tema, con esiti spesso legati al senso della rappresentazione di ideali più che un effettivo messaggio di denuncia, e laddove le opere, anche attraverso la contaminazione di generi e di stili ha colto con essenzialità lo spirito del concorso il livello si è alzato notevolmente; anche chi ha scelto la formula della classica pittura in alcuni casi ha saputo interpretare con forza la delicata coesistenza tra l’uomo e i suoi rifiuti. In generale il livello è stato medio alto, soprattutto per la considerazione che la maggior parte degli artisti, come già indicato, sono sconosciuti, e questo rafforza ancor di più il lavoro svolto dalla ideatrice e curatrice Olga Marciano con Giuseppe Gorga, per l’affermazione di un nuovo principio nel fare Arte - la possibilità di riconvertire un mercato chiuso e di vertice con un occhio attento a tutte le operatività regionali e in generale, creative, che sono meritevoli di opportunità di visibilità. Questo lavoro e la motivazione anche sociale del concorso mi hanno spinto a dare il mio contributo, come segno di condivisione di tutto il lavoro svolto e anche di sostegno per la scelta di qualità ed attualità dei manufatti e delle opere presentate.

Napoli    26/12/2008                                                                                           Gianni Nappa